
Nero Norcia 2010 Il 26-27-28 febbraio e il 5-6-7 marzo 2010
Giunta alla sua 47°edizione, la rassegna agro-alimentare si svolgerà anche quest'anno nell'arco di due fine settimana, offrendo ai partecipanti una valida opportunità di esposizione e valorizzazione dei propri prodotti, qualificandosi come un appuntamento internazionale da non perdere per i buongustai e gli amanti del prosciutto, dei salami, del capocollo, delle ricotte, dei formaggi freschi o stagionati, ma soprattutto del famoso Tartufo nero di Norcia.
“Nero Norcia”, torna ad avvicinare il pubblico ai sapori e ai saperi genuini del luogo e a far scoprire le eccellenze gastronomiche di altre regioni italiane, non ultime quelle delle "Città dei Sapori", confermandosi palcoscenico privilegiato per raccontare i territori come veri e propri giacimenti golosi e culturali. Tra continuità e innovazione, la celebre kermesse dedicata a "Re Tartufo" proporrà anche quest'anno un articolato programma ricreativo e convegnistico.
Tra assaggi di formaggi e tartufi e norcinerie i visitatori avranno l'oppurtunità di prendere parte a momenti di riflessione e di confronto ad alto livello sulle tematiche più care all'economia di questo territorio: dalla salvaguardia del tartufo alla tutela dei gioielli gastronomici della Valnerina; dall'applicazione dei disciplinari di qualità alla rassegna espositiva dei prodotti tipici e del turismo culturale.
Ci saranno incontri-degustazione del pregiato diamante nero della tavola, anche attraverso la ricerca di inediti e sapienti accostamenti culinari. Nel ricco paniere delle proposte non mancheranno inoltre eventi collaterali quali mostre pittoriche e fotografiche, spettacoli teatrali, dimostrazioni sulla lavorazione del formaggio, della carne di maiale e persino del ferro battuto.
www.neronorcia.it
Curiosità:
Norcia è la città prima in classifica per la produzione del Tuber Melanosporum Vittadini o Vitt., il tartufo nero più pregiato sul mercato, protagonista di molte ricette di cucina internazionale e oggetto di esportazione attiva dall’Italia. Si tratta di un fungo ipogeo dalla forma per lo più rotondeggiante, ma a volte anche irregolare e lobata. La sua pezzatura è variabile, da una nocciola ad una grossa patata e solo eccezionalmente assume dimensioni maggiori. Di colore nero-bruno, tendente al violaceo o al rossiccio, presenta una superficie verrucosa, con verruche piramidali ad apice depresso e con venature biancastre. Il suo profumo, percepibile da lontano, è aromatico e fruttato, particolare e gradevole ed il suo sapore è squisito, tanto che viene chiamato anche tartufo nero “dolce”.
Norcia, da sempre patria del tartufo nero, offre una gamma molto vasta di piatti preparati con questo prezioso prodotto vegetale che, nonostante la sua raffinatezza e la sua nomina di “re della tavola” per la sua bontà ed il suo prezzo (che varia a seconda dell’andamento stagionale, dei quantitativi raccolti e della richiesta del mercato), è molto usato anche nelle ricette più popolari: crostini, spaghetti al tartufo, frittata e filetto ai tartufi, trota ed insalata tartufata, agnello tartufato,.. e persino dessert al tartufo. C’è da segnalare infatti che negli ultimi anni le industrie casearie ma anche le pasticcerie nursine si stanno adoperando per creare prodotti dal sapore unico, grazie all’aggiunta, nei formaggi e nelle cioccolate, di particolari dosi di tartufo. Che dire poi dell’Amaro al tartufo nero di Norcia? Nulla da invidiare agli altri prodotti esistenti sul mercato.
Oggi, però, c’è anche il tartufo fai da te. È il tartufo che nasce in giardino o sul terrazzo di casa. Il procedimento è molto semplice: le spore mature dei tartufi, utili alla riproduzione, si inoculano nelle radici di piantine di betulla, pioppo, quercia, .. e dopo una decina di mesi si controllano al microscopio i risultati. Ma solo dopo tre anni la pianta diventa tartufigena, ossia comincia a produrre tartufi che potranno essere raccolti tra il 4°-5° anno.
# Il tartufo soffre più per l’umidità che per la siccità.
# I migliori terreni per i tartufi sono quelli argillosi e calcarei, poco profondi, perché idonei a favorire lo sviluppo delle radici superficiali in senso orizzontale e non in quello verticale.
# Il Tartufo invernale nero si distingue dagli altri, oltre che per l’aroma caratteristico, per la sua carne (o gleba) nera, per le venature grigie. Tutti gli altri, invece, presentano una carne bianca o nocciola gialletta. Basta quindi scalfire la corteccia per vedere cosa ci offre l’interno.
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